Umanizzare il mercato. Il ruolo delle organizzazioni del terzo settore

Zamagni

Conferenza del prof. Stefano Zamagni

Mercoledì 11 Gennaio 2017 ha avuto luogo presso la sede Cittadella del Liceo Muratori-San Carlo una conferenza tenuta dal prof. Stefano Zamagni, docente presso l’ Università di Bologna e l’Università Bocconi, dal 2007 al 2011 presidente dell'Agenzia per il Terzo Settore, ed orgoglioso romagnolo. Il professore ha introdotto i ragazzi delle 12 classi terze presenti al mondo del Terzo Settore, ed in particolare ha spiegato il concetto di economia civile (peraltro già proposto dal nostro Ludovico Antonio Muratori), una visione economica che prevede anche il rapporto di reciprocità come regola fondante degli scambi economici, e sostiene l'importanza della gratuità oltre al mero interesse. Grazie a frequenti richiami alla filosofia (in particolare riguardo al concetto di felicità) e all'importanza della cultura classica (greco e latino in primis). Il professore è riuscito a guadagnarsi l'attenzione di tutta la platea, ed il giudizio sull'esperienza è sicuramente positivo anche da parte dei ragazzi. Il prof. Zamagni ha salutato gli studenti con questo consiglio: "dovete divertirvi!", ma nel senso latino del termine: dal latino "devertere", cioè uscire da sè stessi per incontrare il volto dell'altro. E questo è proprio lo scopo del volontariato.

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“Umanizzare il mercato”: la lezione del Prof. Zamagni

Nel 1749 viene pubblicata una delle principali opere di Ludovico Antonio Muratori, “Della pubblica felicità” ed è proprio citando L.A.Muratori, uno dei massimi esponenti dell’Illuminismo italiano che il professor Stefano Zamagni, docente di Economia politica presso l’Università di Bologna, decide di iniziare la sua conferenza sul l’Economia civile. Dopo aver sottolineato l’importanza del suo scritto (più apprezzato nel resto del mondo che in Italia) ricorda che ,oltre al noto Illuminismo francese, ci furono anche l’illuminismo scozzese, simbolo del quale è Adam Smith, e quello italiano, che ebbe come centri di propulsione Firenze, Modena, Milano e Napoli. Se nel 1776 con “La ricchezza delle nazioni” di Smith si sono delineati i principi dell’Economia politica liberale, negli stessi anni  a Napoli nacque ,con le figure di Antonio Genovesi e Gaetano Filangieri , l’Economia civile.

Questi due modelli di economia possono essere considerate due paradigmi , in quanto riflettono diversi sguardi di approccio alla realtà: infatti, per “Economia politica” si intende quella scienza sociale che studia l’attività dell’uomo rivolta all’ottenimento delle risorse necessarie per soddisfare i propri bisogni , mentre con il termine “Economia civile” si vuole indicare una prospettiva culturale di interpretazione dell'intera economia, alla base di una teoria di mercato, fondata sui principi di reciprocità e fraternità, alternativa a quella capitalistica.

Per arrivare all’argomento più significativo della conferenza è necessario però tener presente un’ulteriore distinzione, quella tra i vari settori. Il primo settore comprende le imprese private di tipo capitalistico, il secondo le imprese pubbliche e il terzo (ossia quello sul quale il professore si è concentrato) le cooperative e le imprese sociali, le fondazioni di volontariato e le ONLUS.

Il volontariato rende esplicita la pratica del dono e può essere definito volontario colui che destina almeno 5 o 6 ore a settimana a beneficio di un altro: attualmente in Italia ci sono circa 6 milioni di volontari ufficiali, ossia il 10% della popolazione. Per incentivare la partecipazione al terzo settore tra i nuovi decreti attuativi è presente quello riguardante il servizio civile, che offre a 100.000 persone la possibilità di lavorare da 6 a 9 mesi all’interno di una cooperativa o impresa sociale, guadagnando uno stipendio di 600€ al mese (tale impiego può essere svolto anche all’estero).

La differenza tra l’economia civile e quella di mercato, quasi un leitmotiv della conferenza, è stata chiarita del tutto nella seconda parte. Essa risiede fondamentalmente nella presenza, all’interno dell’economia civile, del principio di reciprocità (“Dare senza perdere, prendere senza togliere”, nella sintesi di Zamagni), quale unico fattore, in un sistema economico, in grado di garantire una trasformazione a livello umano sia nel donatore che nel ricevente. Se infatti lo scambio è mosso da intenti meramente egoistici (quale l’arricchimento personale), la reciprocità si basa invece sulla gratuità del dono, valore incorruttibile e senza prezzo. La reciprocità è inoltre finalizzata alla felicità, bene connaturato all’uomo nonché trattato ampliamente da autori della tradizione filosofica e letteraria europea quali Aristotele e Ludovico Antonio Muratori. Con piacevole stupore  del pubblico, il cerchio si chiude, tornando così al punto di partenza: il fatto che letterati di così grande spessore abbiano anticipato i propositi e le finalità dell’economia civile, allora, non può che far riflettere sull’eternità e sulla ciclica riproposizione del pensiero antico.

Francesca Silingardi, Giulia Stagnoli e Ginevra Zuffi (corso A)